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Residenza La Ruina

Via delle gure 7

Fenestrelle  -  Torino  -  ITALIA

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Fenestrelle meta turistica, sia invernale che estiva, nel cuore della Val Chisone. In inverno a soli 10 Km si può praticare lo sci alpino, nella stazione turistica di Pragelato, che dispone di due seggiovie e di quattro skilift, di cui tre in quota e uno, il Baby, nel paese.Oppure il collegamento tramite la nuova funivia con  il confinante comune di Sestriere inserendola nel comprensorio della  VIA LATTEA, Sempre a Pragelato si può praticare lo sci da fondo una  maniera semplice ed immediata per partire alla scoperta della montagna, che vissuta attraverso questo sport è sininimo di libertà, evasione, grandi spazi.    

Superficie: Kmq 49,04
Altitudine: m 1154 (capoluogo)
Altezza minima: 980 m
Altezza massima: 3043 m
Distanza da Torino: km 71
Densità: 13,5 abitanti

 

La città di Fenestrelle ha una importanza storica notevole: ne sono testimonianza il forte Mutin, eretto da Luigi XIV alla fine del XVII sec. che reca la firma del celebre Vauban e quell'imponente complesso di fortificazioni conosciute col nome generico di "Forte di Fenestrelle".

Il Comune ha otto frazioni: Mentoulles (con l'antica parrocchia dall'archivio di grande valore storico), Depot, Chambons, Puy, Granges, Ville Cloze, Fondufaux, Pequerel; è posto a mezzogiorno tra fitti boschi di conifere ed ha un clima salubre favorevole alla villeggiatura. Numerose le aziende artigiane specializzate nella lavorazione del legno per la produzione di mobili ed oggetti tradizionali e di ferro battuto. Il paese appare tutto raggruppato intorno all'imponente Parrocchiale a ridosso della Statale 23 della Val Chisone, non appena si oltrepassa il Gir del Roc e il rudere della Ridotta Carlo Alberto.

Il Comune, deriva probabilmente il suo nome dal latino Finis terrae, l'estremo confine orientale del regno dei Cozii, alleati di Roma, oppure l'appellativo prende origine dall'uso di aprire le finestre delle case con dimensioni ridotte poiché su di esse anticamente gravava una tassa comunale.

Fenestrelle era al tempo dei Romani un importante presidio militare e un noto centro commerciale alle porte della Gallia. Poi nel corso dei secoli la cittadina legò gran parte della sua storia alle dominazioni francesi: fece infatti parte per alcuni secoli del Delfinato, Luigi XIV vi costruì il Forte Mutin ed inoltre per ripristinare la religione cattolica nel 1659 istituì un convento di Gesuiti, di cui rimane ancora il campanile ottagonale. Quando nel 1713 l'alta Val Chisone divenne definitivamente sabauda e fu completamente ricattolicizzata, Fenestrelle ne divenne la capitale.

La notorietà del piccolo centro ai piedi del monte Pinaia, è però legata principalmente all'imponente Forte S. Carlo voluto da Vittorio Amedeo II per allontanare definitivamente la minaccia francese. La celebre fortezza è adagiata sulle propaggini del Monte Orsiera e all'interno del Parco omonimo. Oggi è diventata un polo di spicco e di richiamo per il turismo di valle. Nei pressi della parte più alta del Forte ha sede il Centro di soggiorno che è diventato un importante laboratorio didattico sull'ambiente di rilievo Europeo. Nel capoluogo, sede dell'unica Scuola Media dell'Alta Valle, è da segnalare la presenza di un prezioso organo originario dell'800 sito nella parrocchiale di S. Luigi. Mentoulles, che deve il suo nome all'abbondanza di pianticelle di menta, vanta la più antica e prestigiosa chiesa della valle: il Priorato di S. Giusto con il suo prezioso archivio storico. 

Chambons, letteralmente Campi Buoni, conserva una pregevole cappella del 600, e un bosco antichissimo "la selva di Chambons" di cui rimangono isolati esemplari maestosi e possenti, era stato messo a dimora nel 300 per proteggere l'abitato di Chambons da valanghe e frane.

Delle antiche tradizioni fenestrellesi sono da rimarcare il costume femminile, di particolare bellezza per i suoi colori cangianti,  che esibiscono una delle più tipiche danze occitane "la curenta".

Il gruppo folkloristico  "bal da sabre" che rievocano una danza di spade di origine saracena, la più antica tradizione della Val Chisone, tramandata di generazione in generazione al fine di mantenere viva l'appartenenza culturale della nostra terra

 

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